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      L’eccidio di San Giovanni Rotondo

      MassacroSanGiovanniRotondo

      Il 14 ottobre del 1920 San Giovanni Rotondo fu teatro di un grave fatto di sangue. Era il giorno dell’insediamento in municipio dei socialisti che avevano vinto (1069 voti contro 850) contro una coalizione popolare clerico-fascista, denominata Arditi di Cristo. Per paura di sommosse confluirono in paese 40 carabinieri e 82 soldati. Ad accendere la scintilla fu il tentativo di esporre una bandiera rossa dal balcone del municipio che vide contrapporsi fascisti e popolari. Dagli insulti si passò presto ai tafferugli. Dopo l’uccisione di un carabiniere fu dato l’ordine di sparare ai dimostranti. Il bilancio finale fu di 14 morti e 85 feriti: la strage più violenta del biennio rosso in Italia, una vicenda drammatica che diede vigore allo squadrismo e alla rappresaglia politica in Puglia.

      Da questi fatti Antonio Tedesco, per la Fondazione Nenni, ha tratto il libro Fermate i socialisti, pubblicato dalle Edizioni Arcadia nel 2020.

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